Angelo, I think that if volcano Etna is silent, 
you are instead an eruption of living music and poems.

Sylvano Bussotti




Ink gives body to my thoughts.
Through the sign ink becomes
drawing, word, movement, sound.

I am attracted by the dizziness of the discovery
by the violation of the borders
by the contradictions and paradoxes of the reasoning
by the non-sense and polysemy of any statement.

Like a broken vase showing its pieces
I want to share with you
the exploration of the unstable map of my imagination
the enthusiasm of my wandering
through the chaos of the messages
the energy for new challenges
the strong belief in a never-ending avant-garde.





Attendi, come un amante-lama o un'amante-grotta che si offre al mio piacere notturno e tiranno, o carta adagiata ad un destino ignoto al mondo. Su quel tavolo, la lettura e scrittura dei segni graffiati da una notte insonne, e settimane o mesi ancora a elaborare e crescere di desiderio tra le acque allegre e gravide di immagini, e i sogni e le metafore continue e affamate dal tuo biancore liscio e aperto alla mia fantasia deforme. Attendi ancora un po', o carta innamorata, attendi le mie albe inquiete e i miei angosciosi deliri, attendi me che non ti so più amare, ma che ti cerco ancora tra un fantasma colorato e un disegno popolare, tra le nicchie sbilenche di una trama infuocata da ghiacci floridi e solenni, tra le pieghe annerite da una serie infinita di dolorosi ricordi e progetti complessi, di luminose strutture e selvagge utopie, tra i sintagmi imperscrutabili e le tue gambe e i polsi e le cosce e i miei occhi che non sanno più osservare, ma che divorano ancora e sempre e solo attraverso te, incessantemente, le proiezioni del tuo inseguirmi invano tra le distanze e i chilometri incolmabili che ci separano e che ci nutrono ancora, e che fioriscono supremi tra i bui violenti del nostro evitarci. Attendimi, attendimi ancora solo per un po', o carta disperata... L'enorme lampada che di notte veglia su te, o carta di segni imperatori, di giorno si sostituisce al sole che brucia ogni centimetro, ogni porzione di corpo disteso ai venti di tempeste e alle supreme fantasie dolenti, o carta mia amata, carta innamorata... E mi stordisce questa mia luce e la tua frequenza che nausea i sensi e le logiche mentali, con tutto quel marasma indiavolato di caos e viuzze, con le linee precisissime e le spirali spezzate, coi lemmi ammaccati e le nature frammentate da allegrie infantili e orgasmi impuberi, da spasmi volgari e steppe primordiali, in cui ogni decimetro di senso incontrollato si accoppia ai desideri più reconditi di noi, amanti ai margini lontani, lontanissimi, fornicando incastrati ai bordi di una mappa surreale. O carta innamorata, che fai esplodere verso le irraggiungibili altezze del mio mondo, le cifre multiformi e le lettere al rovescio, i numeri sgargianti e i mozziconi di segni e parole tra i disegni illogici e le architetture interiori, tra le viscere sgraziate e gli indicibili segreti della mia stracolma esistenza. O carta amata, che scaldi le nevi del mio incedere violento, tra le silenziose strade dei paesi più remoti e le voragini improvvise in cui si racchiudono le chiavi del mio sragionare tra i sentimenti arsi dal nulla e le proiezioni bambine e gli instancabili viaggi assolati e isolati da te, o carta mia amata, carta innamorata... 




Interludio, da "Catalogo d'amore" (Edizioni Le Farfalle, 2016)