TRANSCRIPTIONS

In nomine for harpsichord (by JOHN BULL) transcribed for string trio (1994)
The bells for harpsichord (by WILLIAM BYRD) transcribed for percussion ensemble (1994)
Piano Sonata op.1 (by ALBAN BERG) transcribed for string quintet/orchestra (1996) play
Cantatas for choir and piano (by HANNS EISLER)
transcribed for choir and chamber orchestra (2001)
Sonata op.58 (first mov.) for piano (by FREDRYCK CHOPIN) transcribed for chamber orchestra (2001)
Stranizza d’amuri una canzone (by FRANCO BATTIATO)
transcribed for voice and chamber orchestra (2001)
Almen se non poss’io arietta da camera for soprano and piano (by VINCENZO BELLINI)
transcribed and arranged for soprano and eight instruments (2002)
Two Ouvertures for orchestra (by VINCENZO BELLINI)
transcribed and revised by the original manuscripts (2002)
Senza nube for orchestra (from “Casta Diva” by V. Bellini) (2002) play




PIANO SONATA op. 1 by Alban Berg (1909)
String orchestra version by Angelo Sturiale (1996)

String Orchestra of Teatro Massimo Foundation (Palermo)
conducted by Augusto Vismara 


play I part play II part

Una sonata in un solo tempo: completa di contrasti, sviluppi, ponti, morte. Tale da non aver bisogno della composizione degli altri movimenti, cosí come vuole la tradizione, e come forse avrebbe voluto lo stesso Alban Berg. Piacque al suo maestro Schoenberg, padre della rivoluzione post-tonale. 

Un suono interno alle note che sa già intuitivamente di archi, le alterazioni con bemolli e diesis finalmente restituiti alla loro naturale intonazione. L'unica sonata per piano nella storia della musica che - come diceva l'amico Heinz Klaus Metzger - non contiene nessuna pausa: flusso continuo di sensualità e dramma, lirismo e melancolia, fluttuazioni metronomiche estreme e funzionali, ma sempre dentro un 3/4 immutato e paradossalmente insesistente alla percezione. 

Immediatamente da me ascoltata e pensata per archi, anche grazie all'interpretazione pianistica naturalmente orchestrata da Glenn Gould, qui una memoria di una versione per orchestra d'archi dell'orchestra della Fondazione Teatro Massimo di Palermo diretta da Augusto Vismara, che qualche anno prima ne eseguiva in prima assoluta la mia originaria stesura per quintetto d'archi.



SENZA NUBE from Bellini's "Casta Diva" for orchestra (2001)

Music Academy Orchestra of Plovdiv (Bulgaria) conducted by Dario Grasso


Composed for the celebration of the 200th anniversary of Vincenzo Bellini’s birth, the work is a personal instrumental transcription of the famous aria “Casta Diva”.

I figured out a space of sounds over the sea: archipelago of five isles around which the Aria has been transfigured and dismembered by waves and silence.

Pace che regnar tu fai nel ciel
peace that you rule over the sky
A noi volge il bel sembiante senza nube
turn towards us the cloudless beautiful countenance.

It is like wandering between firm memory and lacerating precariousness.
Between sea and isle, sound and silence, waking and sleep.


La registrazione che si propone, più che un documento sonoro, è uno studio-demo di una versione della composizione per un cortometraggio da tempo ideato, ma mai realizzato. Mare, vento, notte, buio, dramma. Una "Norma" condensata attraverso una delle arie d'opera più famose ed emblematiche di Vincenzo. Da girare sicuramente in Sicilia, dal mare verso l'isola, dall'isola verso il mare. Tempesta e silenzio, ed ancora il mare, elemento supremo, simbolo indiscusso dello scorrere del tempo, precarietà. Temi ricorrenti nelle mie ossessioni estetiche e sonore.